Pensieri parole opere ( e omissioni) di un ex studente

Eccomi

Utente: ziofak
Nome: Marco
24enne, laureato in Fisica, diplomato in pianoforte, cazzaro per hobby, single, sognatore, caffeinomane...Quanto devo andare avanti ancora?

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mercoledì, 30 settembre 2009

salto nel vuoto

Ancora una volta, la pigrizia ha preso il sopravvento. Questo spazio, a cui ero solito dedicare spesso un angolo della mia giornata, ormai è come un giornale di bordo, incrostato di salsedine e di noncuranza. A volte mi capita di rileggere distrattamente questi post, ritrovando piccole riflessioni, ricordi del mio passato universitario, notizie e notiziole di alterno carattere, piccoli squarci di un trascorso non così tanto lontano. Confesso, è così difficile staccarsi, anche solo per un attimo, dal proprio social network di fiducia per tornare su un blog. Facebook è uno strumento potentissimo, ma inevitabilmente ti stritola, soffocando la voglia di scrivere e portandoti inevitabilmente a rifugiarti dietro allo schermo di gruppi cretini, di frasettine minimali, di test che rasentano l'idiozia.

Molto è cambiato dall'ultima volta. L'universitario è cresciuto, è riuscito finalmente a collocarsi nel mondo del lavoro. Eh sì, alla fine è successo: sono diventato un piccolo sistemista SAP per qualche mese, ho trovato un ambiente di lavoro favoloso e dei colleghi assolutamente disponibili e simpatici. E' stata un'esperienza che mi ha arricchito, dal punto di vista professionale e umano, portandomi ad incontrare persone che sicuramente anche in futuro saranno per me ottimi amici.
E tuttavia, è già tempo di cambiare. Da lunedì sarò per sei mesi uno stagista presso una grande azienda italiana ( dicono sia la più grande di tutte). E sarà un salto nel vuoto: quanti dubbi, incertezze, perplessità nel lasciare quello che ho per un futuro che, a prima vista, mi affascina e allo stesso tempo mi spaventa!
Ho accettato. Ho accettato con convinzione, e rinfrancato dalla certezza che, comunque vada questa nuova esperienza, ne uscirò rinnovato, cambiato, diverso da quello che sono ora. Incrocio le dita; e tu, anonimo amico che forse non passerai mai da qui, incrociale per me.

"Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. Il viaggiatore ritorna subito" (J.Saramago)

Postato da: ziofak a 30/09/2009 23:48 | link | commenti (3)

martedì, 07 aprile 2009

Non c'è molto da aggiungere...

... Per quanto possa sembrare solamente vuota retorica, vi sono vicino.

Postato da: ziofak a 07/04/2009 00:46 | link | commenti
attualità

venerdì, 20 marzo 2009

Unimi tvb

Prescindiamo dal fatto che io voglia un gran bene alla mia cara vecchia università. Con tutto il massimo rispetto, sia chiaro; ma che senso ha organizzare corsi di perfezionamento, con evidente impiego di risorse umane ed economiche, in ecografia addominale del cane, in agopuntura veterinaria, in diagnosi e terapia dell'alitosi?
Boh, continuo a non capire. Ah, l'anno prossimo, ammesso che ci sia ancora, mi iscriverò al master in vini spumanti. Con tutte quelle, tutte quelle bollicine...

Postato da: ziofak a 20/03/2009 14:08 | link | commenti

Sono soddisfazioni...

Una serata con i fiocchi. Un po' di fisica, un bel po' di delirio, un fracco di puttanate, due pinte un terzo e una bottiglietta di Tennent's. E, una volta tanto, i problemi che passano in secondo piano di fronte alla sana vecchia buona goliardia dei fisici. Ogni tanto ci si rivede, e sempre con grande piacere. Grazie mille a tutti!

Postato da: ziofak a 20/03/2009 00:38 | link | commenti

lunedì, 16 marzo 2009

La lunga apnea

Alla fine ok, rieccomi qui. L'apnea è durata davvero tanto, troppo. Molto è successo in questo lungo periodo, molto avrei da raccontare. Il viaggio in Germania, gli ultimi mesi dell'Università, la laurea con lode, l'uscita di scena, gli amici vecchi e nuovi, il pianoforte che ormai accumula polvere, gli Imaginaria, la terra desolata. Una forte nostalgia mi prende ogni volta che varco quel cavolo di cancello di via Celoria, ogni volta che salgo la corta scala di via Saldini; un mondo pieno di difficoltà, un ambiente in cui ho vissuto per cinque anni e che, nel bene o nel male, è sempre stato la mia casa. Fuori da lì, ho visto e sto vedendo il deserto. Posso dire di essere cresciuto, e di essermi fortificato in questa nuova avventura dagli esiti desolanti. La volontà di lasciare la roccaforte accademica per cercare di entrare nel mondo fuori da essa. L'incoscienza di volerci entrare a tutti i costi. La sfiga di dover cercare lavoro in mezzo alla peggior crisi economica dal '29 a oggi, e tu povero studentello pirla che esci fresco di laurea come cazzo potevi prevedere che il mondo sarebbe andato in malora così, e che aziende che prima ti chiamavano ora non ti avrebbero cagato manco supplicando in ginocchio?

Tanto altro si potrebbe raccontare. Ad esempio, del grottesco mondo dei colloqui, fatto di teorie pseudoscientifiche per le quali non incrociare le gambe conta di più della competenza. Di sorrisi e strette di mano di circostanza. Di test di personalità in cui io povero neolaureato che sto solo cercando di inserirmi in questo mondo di merda emergo come un potenziale psicotico maniaco con personalità borderline. Di interminabili e noiosissimi test di logica stile 60 disegnini e figurine in 20 minuti che mi fanno chiedere chi cazzo me l'ha fatto fare di rompermi la testa su problemi ed esercizi di matematica e di fisica per tutti questi anni per poi sentire gente che pretende di insegnarmi il "potenziale di problem solving". Di "come si vede tra due anni?" e tu che già ti immagini con la barba sfatta il mozzicone di sigaretta tra i denti il bricco di Tavernello in mano e il cappotto logoro mentre passeggi in zona Porta Ticinese. Di "in caso di feedback positivo La ricontatteremo", versione anglofila del famoso "le faremo sapere" che non è una leggenda ma lo dicono davvero prima di sparire nel grande nulla. Di tempi di attesa aleatori, ma generalmente non inferiori a un mese e mezzo, in cui cominci a sospettare che tutto sia una grossa fuffa, una macchinazione, una gigantesca presa per il culo. E che senza un padrino, forse, non andrai mai oltre i primi step dei colloqui.

Raccontare, già... Ora che riprendo a scrivere, non mi mancherà il tempo di farlo.

Postato da: ziofak a 16/03/2009 14:15 | link | commenti (5)

lunedì, 11 agosto 2008

Back from Tedeschia

L'umanità che si può respirare in un ostello non ha prezzo. Non si socializza, ma si incontrano tantissimi ragazzi, ognuno con una sua storia interessante e particolare. C'è Vanni, un fiorentino studente di architettura in Erasmus e in disperata ricerca della casa in affitto. C'è un anonimo ingegnere della Repubblica Ceca, residente in Austria, alla ricerca di una macchina a costo basso, con la fidanzata che "guai a te se torni a casa senza aver comprato un'automobile". C'è Stefan, un giovane della Turingia, andato a trovare gli amici e da questi relegato in ostello per la mancanza di un posto per dormire. Ci sono i due stronzi tedeschi che arrivano in ostello alle 6 della mattina facendo un casino assurdo, guardano schifati la nostra pasta alla carbonara per poi mettersi a spadellare un assurdo sugo di verdure unto e straunto. C'è il tamarro che passa la giornata sul balcone a bere birra e a cercare di intromettersi nelle discussioni delle inglesi della stanza accanto. Straordinaria esperienza: dopo Lipsia, Dresda, piccola grande gemma sulle rive dell'Elba, con i celebri dipinti di Antonello da Messina, Giorgione, Tiziano, Raffaello che tutti abbiamo visto e ammirato sui libri di storia dell'Arte. E Monaco, così iperturistica, metropolitana, in un qualche modo sopravvalutata. Ma assolutamente interessante, con una Hofbrauhaus e un Deutsche Museum di grandissima rilevanza. Quando ancora ci capiterà di fare colazione a brezel e birra? Quando ancora potremo ritornare in quelle terre, magari visitando Eisenach, la Wartburg, tutto ciò che necessariamente abbiamo dovuto lasciare dietro di noi? Una visita intensa, dei compagni di viaggio strepitosi, un mondo che ancora una volta mi affascina profondamente.

Postato da: ziofak a 11/08/2008 12:01 | link | commenti (2)

martedì, 05 agosto 2008

Live from Tedeschia

Scrivo da un avamposto di fortuna in quel di Lipsia. Siamo al quinto giorno di viaggio in Germania... Tante sono le cose che dovrei raccontare, ma penso che limitarsi all'essenziale sia la cosa migliore, rimandando gli aggiornamenti al mio ritorno.
Il viaggio ci ha portati a Berlino, affascinante e contraddittoria metropoli in cui la Storia si intreccia ancora con la cronaca e permane un senso di non finito, di divenire perenne. Edifici sventrati si alternano a uffici modernissimi, angoli di devasto quotidiano a fascini neoclassici. Gli stessi giovani del posto, inoltre, affascinano quanto inquietano: non esiste la fighetteria, ma il devasto. Non esiste il locale in, ma le bottiglie di birra consumate in strada, in qualunque posto e a qualsiasi ora. Non esiste il fashion, ma il punk. In tre giorni siamo riusciti a visitare tutto quanto senza problemi; la seconda tappa ci ha portati a Lipsia. Tranquilla, affascinante, musicale: Bach, Mendelssohn, la taverna di Auerbach di goethiana memoria, fantasmi del passato. Domani prenderemo la strada per Dresda, e vedremo: quando si viaggia con uno zaino in spalla, il giorno dopo sembra sempre un grande mistero.
Direi che mi posso fermare qui, la maledetta tastiera dell'Internet Point, con i suoi meccanismi legnosi e le lettere montate in modo strano, mi sta facendo impazzire...

Postato da: ziofak a 05/08/2008 18:48 | link | commenti (1)

martedì, 01 luglio 2008

Il ritorno dall'inferno

Lunga assenza, lo so. La voglia di scrivere è decaduta vertiginosamente. Ma la voglia di raccontare questo weekend è ancora più forte, proprio per il suo carattere insolito. Ma come, lo Ziofak, il distinto pestatasti, che se ne va al Gods of Metal? Sì, lo Ziofak il distinto eccetera eccetera che se ne va al Gods of Metal. Ma andiamo con ordine...

Tanti sono i giorni di un mese, mediamente trenta. Nonostante ciò, lo stesso venerdì del concerto devo accompagnare un esame in conservatorio di un amico. Amen, i miei compagni d'avventura andranno giù a Bologna e cominceranno a sistemare la tenda e lanciarsi nei concerti... Sveglia alle 4, treno, tanto siamo vicino a Bologna, quando finirà andrò lì... Cazzo, oggi però suonano gli Iron. E ci sono anche gli Apocalyptica: ti prego, speriamo che non siano nel primo pomeriggio, voglio ascoltarli. Vola la mattina, vola il tempo dell'esame, vola la clausura in stanza di 2 ore, l'ora di concertazione, l'esecuzione, il verdetto. Il buon Simone telefona: "stanno suonando gli Apocalyptica, sono dei mostri!!!". Sto rosicando peggio di un castoro canadese: stanno per volare le prime madonne, ma mi blocco in tempo. Non è possibile, maledizione boia. Dopo un viaggio in treno con tre signori ( forse biologi) che disquisivano di biodiversità della fauna sul territorio emiliano, arrivo stremato e sudatissimo a Bologna. La caterva di telefonate interminabili mi consente di rintracciare gli amici che mi accompagnano in questa esperienza: si entra nell'arena. Giusto in tempo per i vice headliner: stile da Linkin Park, un pizzico di Metallica, melodie languide buone solo per gli MTV boyz. In breve, musica-di-merda. O se volete, Avenged Sevenfold. E' quasi scontato che salire su un palco prima di un gruppo come gli Iron senza beccarsi urla e bottiglie sia una cosa ai limiti dell'impossibile. A scanso di equivoci, ribadisco la mia posizione: non sopporto quelli che evocano il moralismo peloso del "non si doveva, ma che vergogna, ma che cafoni". Togliamo le bottigliette che forse sono un'esagerazione. Ma se vado al festival del liscio e mi trovo i Sepultura che mi suonano Roots bloody roots anziché Romagna mia, ho ragione di incazzarmi, ok? Se vado ad un festival di musica rinascimentale e sale sul palco Raul Casadei che mi canta Romagna mia anziché i madrigali del '500, se permettete mi metto a fischiare, ok? Se vado a un festival metal e ho di fronte un gruppo simile( i miei vicini avrebbero detto "poser") non faccio bene a manifestare il mio disappunto? La folla acclama "Mai-den!Mai-den!" e il cantante che fa? Risponde scazzato "Seven-fold, Seven-fold"? Bene, si è cercato lo scontro frontale, cazzi suoi: mentre viene sepolto sotto un muro di dita medie e di fischi io me la rido di gusto. Levatisi dalle scatole questi figuri, eccoci dunque al momento clou. Scendiamo dalla collinetta e ci avviciniamo al palco, intanto che parte il soundcheck. E' giunta l'ora: inizia il discorso di Churchill e la gente si scalda... Partiranno con Aces High. E infatti... E infatti veniamo travolti da uno spintonamento generale, avviato da qualche testa di cazzo lì davanti. Devo fare acrobazie per evitare di perdere gli occhiali, dopo un po' decidiamo di mandare in malora la folla e di allontanarci, tra un "live to fly" e un "fly to live". Scenografia mastodontica, quella dei tempi di Powerslave, e repertorio degli anni d'oro ( la canzone più recente è Fear of the Dark): tutti a cantare a squarciagola Two Minutes to Midnight, The Trooper, Waster Years, The Number of the Beast, Run to the Hills, The Rhyme of the Ancient Mariner e via via. Chiusura con Hallowed be Thy Name per un concerto di lusso: avranno pure 50 anni per gamba, ma tengono il palco divinamente. Immensi, davvero immensi. Run to the camping: grandissimi gli amici che hanno già sistemato la tenda mentre ero a friggere in una stanza di conservatorio.

Seconda giornata, con tanto di spesa e grigliata in campeggio. Stavolta ci organizziamo meglio e perdiamo la prima metà della giornata a rifornirci al supermercato: litrate di succo di frutta, acqua, cibo vario. Ancora sconvolti dalla sera prima decidiamo di stare sulla collinetta; facciamo in tempo a sentire gli At the Gates ( non male), i Testament ( buona band dal punto di vista strumentale e buoni i brani del nuovo album, peccato per la monotonia stilistica). Ci concediamo una pausa durante i Meshuggah per uscire un attimo a farci una birra: la gente viene tenuta sotto il sole tre quarti d'ora da quelli dell'organizzazione perché hanno finito i braccialetti di riconoscimento per quelli che escono. Volano insulti, fischi contro gli organizzatori, bestemmie: la rabbia ci sta tutta. Non si possono fare queste figure di merda con 40 gradi all'ombra e di fronte al popolo del metallo che arriva da tutti i Paesi d'Europa. Torniamo giusto in tempo per ascoltare i Carcass ( interessanti all'inizio, ma dopo un po' mi è sceso l'abbiocco). Ora degli Slayer: no, col cazzo che andiamo sotto il palco. Quelli ci sfasciano. Li osserviamo da distanza... Non ho molto da dire di loro; ci sono band che non possono piacere spontaneamente, te le devi far piacere cacciandotele giù con l'imbuto. Per me, gli Slayer sono una di quelle: mi spiace, ma non riesco proprio a digerire il loro batterismo ripetitivo nella sua aggressività, gli assoli di chitarra insensati, l'urlo monocorde di Araya. Su una canzone violentissima che non conosco, una coppia di metallari si abbraccia, lei dice a lui "senti, amore, la nostra canzone"... Quando attaccano Postmortem mi metto a canticchiare, ma dopo un po' ci rompiamo e decidiamo di uscire dall'arena. Facciamo in tempo a sentire dall'esterno Raining Blood e, quando ormai siamo al campeggio, Angel of Death. Si canta un po', poi accendiamo il barbecue per le salsicce. Ora di dormire.

"Slayer!" urla un metallaro di una tenda vicino alla nostra. Un altro risponde; in breve tutto il campeggio si mette a urlare "Slayer!" Dio, che esaltati... Ultimo giorno, decidiamo di fare la pazzia. Alle 11 siamo in arena, per sentire il buon Fratello Metallo. Un frate vero che canta metal? Ma dai... La gente comincia ad acclamare "Fratel-lo-Metallo! Fratel-lo-Metallo!", salvo poi cambiare, quando dopo mezz'ora questi non si fa vivo, in un "Por-co-***" ben scandito e ritmato. Salgono sul palco i Nightmare: il cantante oscilla stilisticamente tra Russell Allen e Dio, ma il gruppo se la cava. E' il turno degli italiani Infernal Poetry, molto simpatici con la folla. All'1 e 5 sale il frate, accolto da un muro di corna: ed è grande trash: questo francescano con il saio e le borchie fa ridere, ok, ma l'idea è assolutamente geniale. Certo, se non facesse catechismo travestito da metal sarebbe molto meglio, ma non si può voler tutto dalla vita... Si ritorna sulla collinetta, e appollaiati lassù ci sentiamo Obituary e Morbid Angel. Comincio a sospettare che buona parte dei gruppi death dal vivo faccia abbastanza cagare: in particolare, quel poco che avevo ascoltato dei Morbid Angel poco tempo fa mi aveva lasciato l'impressione di una band molto tecnica, malgrado non mi piaccia il genere. E invece, dal vivo sentiamo una batteria ad elicottero che si fa i cazzi suoi ( uno degli amici si sbilancia sbottando "per me è una drum machine"), momenti di scollatura, cantante un po' appannato. Mah... Tutti giù per il momento del gran tamarro, Sua Maestà Yngwie Malmsteen e la sua band: capellone, panza alcolica, basettoni alla Elvis, catenazzi d'oro, crocifissi, smorfie e tutta la buona vecchia paccottiglia che lo ha reso celebre. Sarà legato ai suoi stereotipi neoclassici di scale e arpeggi, ma cazzo se sa suonare: si fa girare lo strumento attorno al collo, suona dietro la schiena, in verticale, in obliquo, piglia a calci i plettri indirizzandoli alla folla, scaglia chitarre ai tecnici del palco, si inginocchia, saltella, vola funambolo tra citazioni classiche e momenti metallici. Alla fine, piglia una chitarra, la lancia sul palco fino a sfasciarla e distribuisce pezzettini alla gente: davvero un uomo di teatro... Iced Earth: non li conoscevo ( avevo in mente le collaborazioni del chitarrista nei Demons and Wizards, ma loro no), credo che rimedierò alla mia ignoranza: mi sono piaciuti davvero molto. Aspettiamo come sempre, è il momento dei Judas. Che si può dire? Grandi, gli anni passano ma loro li portano bene... Il Metal God si presenta vestito da profeta Nostradamus e per tutta sera sfoggia vestiti luccicosi che sembrano usciti dal guardaroba di Raffaella Carrà, ma chi se ne fotte. La noia per i brani del nuovo album viene sopraffatta dai pezzi storici: tra quelle che conosco ricordo Eat me alive, Between the hammer and the anvil, Hell patrol, Breaking the law, Rock hard ride free e altre. Ogni tanto il buon Halford si risparmia qualche urlo, ok. Potevano forse non fare Painkiller? Finta del batterista, altra finta ( sento un paio di "va' a cagare" dei mei vicini), poi parte . L'arena esplode, tutti in piedi a cantare e alzare le corna. Il concerto prosegue, coronato dal momento trash dell'entrata in moto di Halford, che arringa la folla facendola cantare in coro. Me li sarei immaginati molto imbolsiti ( si avvicinano ai 60), e al di là di qualche segno di stanchezza verso la fine mi sono dovuto ricredere. Davvero una grande band.

Finisce qui il diario dall'inferno, una bella esperienza che non escludo possa ripetersi in futuro, magari senza la pressa dell'università e di altri impegni.
Come dice giustamente il buon Sacha, il vero metallaro si riconosce perché, dopo 3 giorni di concerti, torna a casa sulla sua bella macchinina ascoltando metal in autoradio. Può essere, non lo metto in dubbio. E infatti noi ripartiamo verso Milano dopo poco tempo, per tornare alla nostra vita normale di studenti. Ma se permettete, ascoltando John Coltrane.

Postato da: ziofak a 01/07/2008 20:33 | link | commenti (1)
musica

giovedì, 08 maggio 2008

Nessuna sorpresa...

E' un periodo in cui, malgrado i mille impegni, si profila una calma piatta all'orizzonte. Anche questa legislatura, tutto sommato, non si presenta certo nel segno delle novità, parliamoci chiaro. Non mi ha sorpreso Bossi che straparlava di fucili. Non mi ha sorpreso Fini che considera più grave dar fuoco ad una bandiera che ammazzare di botte un ragazzo. Non mi meraviglia nemmeno la lista di quelli che saranno i nostri ministri... Vediamo vediamo...

Nessuna sorpresa per Giulio "Povcaputtanapovcatvoia" Tremonti all'Economia, mentre la concessione della Difesa a La Russa e dell'Interno ad un leghista mi sembra un'ostentazione di machismo di cui, francamente, non mi sembra che l'Italia abbia bisogno.
Sfumata l'ipotesi Elio Vito alla Giustizia ( mioddio!), ce lo ritroviamo ai rapporti con il Parlamento. Strepitoso il nostro Calderoli alla Semplificazione: visto il suo lessico composto di due parole ( notoriamente, "duro" e "Padania"), quella del vocabolario italiano sarà un passo semplice.
Scuola e Università: boh, non mi posso pronunciare. Sul poetico Sandro Bondi alla Cultura potrei dire tante cose, ma preferirei evitare.
Bossi ormai viene trattato come fosse il Cid Campeador: talmente carismatico presso i suoi ( e imbarazzante presso gli altri) che manderebbero in battaglia persino il suo cadavere. Questione di immagine. E, immagino, sempre per immagine ci troviamo una Carfagna alle Pari Opportunità ( e che gran bella pezza di gn...ehm, di parlamentare)
Nota ultimissima per personaggi come Brunetta e Ronchi ( talmente odiosi nei talk show da mettermi l'orticaria), per la ggggiovane Meloni ai Ggggiovani e, viva il Parlamento pulito, per il controverso Raffaele Fitto. Quasi quasi era meglio il Bagaglino.

Postato da: ziofak a 08/05/2008 08:55 | link | commenti (3)
politica

martedì, 15 aprile 2008

Un lungo inverno...

La domenica delle salme
fu una domenica come tante
il giorno dopo c'erano i segni
di una pace terrificante.


Fabrizio De André, La domenica delle salme

Postato da: ziofak a 15/04/2008 16:52 | link | commenti
politica

martedì, 08 aprile 2008

Meno male che Silvio c'è????????????????

Al di là dei cinque anni disastrosi. Al di là delle questioni legali sue e dei suoi prossimi. Al di là del camerata Ciarrapico candidato. Al di là dello sconcertante culto della personalità che manco nella Cina di Mao. Al di là di tutto, insomma. Ma come si fa a dare il voto a chi propone come inno questo obbrobrio?

Postato da: ziofak a 08/04/2008 09:32 | link | commenti (3)
politica, berlusconi

venerdì, 28 marzo 2008

Il divoratore

Coro. Altro coro. Trio. Duo. Altro duo. Altro duo. Cantanti. Centinaia di pagine si affollano sul mio pianoforte, lentamente, come la polvere che pian piano scende sul coperchio. Uno se ne sta tre giorni in Umbria e quando torna si trova quintali di robe da fare. Non so più da dove cominciare la lettura, sono davvero tante: dovrò imparare l'arte di semplificare, di tagliare, di accompagnare in modo più sistematico, più raffinato, più furbo. Aprile, dolce suonare.

Non avrei molto altro da aggiungere, per ora: avrei voluto parlare della conversione del "giornalista" Magdi Allam ( in un mio vecchio errore di gioventù l'avevo definito "commentatore lucido", ho avuto troppa pietà per lui), ma il Corsaro mi ha preceduto. Detto per inciso, anni fa mi era giunta voce che il Magdi in realtà fosse da sempre un cristiano copto sotto mentite spoglie, fatto che getterebbe nuova luce sulla produzione letteraria del controverso personaggio. In effetti, per quale motivo un (ex) sedicente musulmano avrebbe dovuto continuare a offendere l'Islam, restando riverito e coccolato da uno dei quotidiani più letti d'Italia? Qualcuno ne sa di più?

Postato da: ziofak a 28/03/2008 09:02 | link | commenti (1)
musica, attualità

sabato, 08 marzo 2008

La frase infelice del giorno

"Marco, ma cosa sono sti rumori da drogato?" ( mia mamma, ascoltando Sad But True)

Postato da: ziofak a 08/03/2008 11:30 | link | commenti (2)
musica

domenica, 24 febbraio 2008

Ma allora è vero...

E' davvero un peccato non riuscire a ritrovare, su Internet, il bell'articolo del Corriere di oggi sulle elezioni che a Dicembre si svolgeranno a Sark. La cara vecchia Wikipedia mi conferma la notizia, per cui faccio atto di fede in questa svolta "democratica". Devo dire che, leggendo con attenzione, un po' per la descrizione geografica del luogo, un po' per la strampalatissima storia dell'isola, un po' per il senso di nostalgia, non ho potuto fare a meno di pensare alle ambientazioni surreali e suggestive dei primi due Monkey Island ( aaaaah...).
Ah, dite che non è il solo caso di feudo europeo esistente? Ah, ok, ci sarebbe anche la piattaforma di Sealand, ma vabbè non facciamoci caso...

Postato da: ziofak a 24/02/2008 22:27 | link | commenti (2)
attualità

martedì, 12 febbraio 2008

Lui che di vita ne ha tanta...

... Questa di Giulianone Ferrara che si candida con una "Lista per la vita" ( millantando addirittura un 4-6% di preferenze) ha tutta l'aria della classica farsa all'italiana. E allora, perché non ripristinare anche il famigerato Partito dell'Amore?

Postato da: ziofak a 12/02/2008 11:50 | link | commenti (5)
politica